ENZO MAOLUCCI
“DE-LIBERATA-MENTE”
1 - IL SORDO E LA LEGGENDA (Maolucci) 5’17’’
1995 - Alla mia reale sordità parziale.
2 - VECCHIO PLAY BOY (Maolucci-Nieloud) 3’23’’
1987 - Al mio amico Gualtiero, perdigiorno e avventuriero.
3 - SIERRA MADRE (Maolucci) 5’58’’
2003 - A mia moglie, non “amica”, dopo un viaggio tra i Mexica
(in epigrafe il riff di “And I love her”dei Beatles)
4 - TESTE DURE (Maolucci-Bonino) 3’56’’
2007 - Al mio amico Alfredo, compagno di pensieri
Con cui a volte eccedo, proprio come ieri
(in epigrafe l’arpeggio dei Byrds in “Mister Tambourine man”di B.Dylan)
5 - BUFFALO BILL A TORINO (Veritas-Maolucci) 5’38’’
1906-2007 - A Tonin, che si perse la donna per un Cow Boy del circo, nel 1906 davvero.
E a tutti i torinesi del “diofa-boiaporco”, che non cambieranno mai, sicuro
6 - RIPENSANDO TE (Maolucci-Seger-Maolucci) 6’27’’
2006 - Al mio vecchio amico Beppo, da 30 anni messicano
Ritrovato da poco, mancato da troppo, sepolto in modo strano.
(la melodia è in parte un libero adattamento di due brani di “Stranger in town”- B.Seger ’78)
7 - INDEFINIBILE (Maolucci- Nieloud) 4’02’’
1997- A mia figlia Beatrice, nella sua prima giovinezza felice.
8 - LADRI DEL TEMPO (Maolucci) 4’52’’
1997 - Ai molti che non frequento e di cui non son contento.
(in epigrafe il riff di “Honky tonk women”dei Rolling Stones)
9 - CAFARD, L’ALITO DEL DRAGO (Maolucci-Bonino) 5’04’’
2007 - Al mio amico Enzo, pensatore divergente
Legionario da romanzo, pittore impenitente
10 - PRINCIPIO A TERMINE (Maolucci) 45’’
2007 - Al mio universo visibile l’inizio di una rapsodia
che continuerà irrinunciabile, per ora sospesa nella via.
CD2007 NON IN VENDITA – INFO: www.maolucci.com
NOTE FUORI CANTO
Questo mio quinto album continua il racconto sospeso trent’anni fa, dopo “L’industria dell’obbligo” e “Barbari e bar”. E’ dedicato ancora a chi mi sta intorno e ai tempi che ci pervadono e ci assediano, sempre più stretti e distratti.
E’ di nuovo intriso di Rock perché questa è la sola musica che amo e che so fare .
Cantarla in italiano è una battaglia che ho creduto persa, ma che oggi ritengo valga ancora la pena di combattere.
Questi dieci brani, a parte un paio di vecchi inediti, non sono nati Rock, ma lo sono diventati nell’esecuzione e nello spirito, che porge tributo ai classici dei ’50 – ’60, talora citati (in epigrafi musicali) con spudorato piacere e sincero riconoscimento.
In fondo ci hanno dato e ci danno ancora il meglio e non importa se alla loro evoluzione è subentrata una “devoluzione”, in assenza di motivazioni e ambienti favorevoli al cambiamento.
Il Rock non è morto, ma si sta consegnando alla storia, ostaggio del suo tempo come me e come altri a cui in questi brani mi ispiro.
Sono stato il primo a considerarlo musica “seria” e a proporre un suo revival nei primi anni ’70 (Songraffiti), ma sono stato anche il primo a pentirmene troppo presto nei primi anni ’80 per esplorare altre vie armoniche e altre sonorità (Immaginata - Tropico del Toro). Questa autocastrazione andava comunque interrotta per onestà musicale. Non si può cambiare sempre discorso e adottare a piacimento buoni o cattivi esempi. E’ assurdo innamorarsi, arrabbiarsi o voler cambiare il mondo sempre per conto terzi. E poi non vedo più Baradel e Belle Generazioni da lanciare all’attacco.
Queste mie nuove liriche dunque non prestano più il fianco a nessuno; e siccome il libero pensiero si paga e non si vende, le regalo a chi mi ha seguito finora e a chi ha appena scoperto che esisto.
Spero di non deludervi come mi ha deluso chi pensava fossi di parte o messo da parte. Non sono pentito e neppure latitante. Il Survival, che mi ha dato curiosamente più successo, è solo un altro mio gioco progettuale. In realtà sto benissimo, vivo benissimo e sono contento di me. La nicchia torinese in cui mi trovo e opero non è affatto un ambiente in estinzione e sono tornato a scrivere impenitente, affacciato a una finestra informatica sempre aperta e affrancata dal mercato del pensiero canonico “de–liberata-mente”.
RINGRAZIAMENTI, SCUSE, TRIBUTI E CONTRIBUTI
Dopo venti anni di relativo silenzio (solo discografico) intervallato dalla compilation in CD “Generazione mia”, questo è il mio primo lavoro non “arrangiato” ma finalmente suonato, cantato e basta. Ringrazio per questo Marco Bonino,storico musicista torinese che ha capito e si preso cura di tutto. Chiedo scusa a lui, a Marco Nieloud e a Bob Seger per aver contaminato alcune delle loro musiche con le mie parole e la mia voce.
Mi scuso anche con Veritas (autore torinese dei primi ‘900) per aver osato rimusicare la sua ballata in dialetto ispirata a un fatto di cronaca e con Roberto Balocco, che l’aveva riesumata 60 anni dopo.
Tutti i personaggi di questo album sono veri (e anche vivi, tranne Beppo e Tonin).
E’ un altro tributo pagato a Torino. Quando la finirà di divorare i suoi figli e di ricordare solo quelli che giocano a calcio o fanno automobili saremo già tutti morti da un pezzo.
Tutto questo è dedicato a mia figlia che, dopo anni di pianoforte al Conservatorio, ha deciso di seppellire i musicisti estinti cominciando a comporre e cantare canzoni con la mia chitarra. Pazienza, le ho lasciato in eredità i miei miti (Elvis, Dylan, Beatles, Stones), tutta la mia scarsa ostinazione, tutte le enormità e tutto l’amore di cui sono capace.
Questo album dura circa 45 minuti. I dieci brani che lo compongono sono stati registrati a Torino tra febbraio e luglio 2007 nello studio di Marco Bonino, che ha suonato quasi tutti gli strumenti (chitarre, bassi e tastiere), eseguito le parti corali, programmato le incisioni, effettuato i mixaggi.
Io ho solo cantato, strimpellato e vocalizzato qui e là, stressato Bonino con le mie manie di occupazione dei vuoti musicali e sponsorizzato numerosi “brain-storming” nei bar di San Salvario.
Hanno contribuito alle esecuzioni: Marco Nieloud ( il piano in “Vecchio Play Boy” e “Indefinibile”); Slep (la chitarra Dobro- slide in “Buffalo Bill”, “Indefinibile” e “Ladri del Tempo”); Roberto Padovan (il piano in “Indefinibile”e l’organo in “Ripensando te” e “Buffalo Bill”); Giorgio Bianco (l’armonica in “BuffaloBill”);Rossella Bonino (i cori femminili in “Buffalo Bill”, “Vecchio play boy”e “Ladri del tempo”); Maria Camilla Ormezzano (il violino in “Buffalo Bill”).
La foto di copertina è di G.P.Orbassano (che mi ha ritratto schifato in un tempio buddista nel 2006). Non so di chi sia la foto che mi ritrae nella mia prima esibizione in pubblico a 15 anni (era il 1961, nella sala danze “La perla”di Torino).
L’elaborazione grafica e d’immagine è come sempre di Giorgio Bianco, amico artista e musicista che da 40 anni mi sopporta e mi “supporta”.
NB Mi ritengo onorato della pazienza, della competenza e dell’intelligenza che tutte le persone citate hanno voluto regalarmi. E’ stato finalmente bello incidere un disco, come da sempre ho desiderato. Le uniche cose che ho sofferto sono state la scelta del titolo (che considero ancora provvisorio) e la decisione di non finire l’ultimo brano (di cui nessuno dei miei “prossimi” era convinto). La prossima volta.
QUI NON CI SONO EDITORI, DISCOGRAFICI e PRODUTTORI
Le composizioni, depositate alla SIAE, sono di esclusiva proprietà degli autori fino a tempo indeterminato.
Questo album (musiche, testi e immagini), grazie a Beppe Donati, è interamente e gratuitamente scaricabile dal sito www.maolucci.com |