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Scritto da Staff maolucci.com   
Venerdì 29 Maggio 2009 15:35

Maolucci Live

Per organizzare concerti con Enzo Maolucci contattare www.proposteconcerti.it

 

 ENZO MAOLUCCI     IN CONCERTO   

 

  A -RECITAL D’AUTORE (Le sue canzoni e i suoi “Rock-graffiti”)

    

Il percorso artistico del cantautore torinese attraverso i suoi  brani, inframmezzati da grandi pezzi          

 

Rock che hanno contribuito alla sua formazione musicale negli anni 50 e 60 (i noti “graffiti”).

Autentico testimone di un’epoca irrepetibile, Maolucci interpreterà le sue canzoni più celebri che    

hanno accompagnato, dalla metà degli anni 70, il riflusso della sua generazione e gli spietati anni

di piombo. Sono esperienze intrise di poesia, cantate da un pensatore sempre libero e graffiante.

Un concerto per voci e chitarre di grande effetto evocativo, che elude le nostalgie dei revival e            

trasmette invece un Rock d’autore genuino e vitale, senza frontiere e affrancato dal tempo,    

quello che ancora pervade i nostri giorni e che rappresenta una cultura “transgenerazionale”.

Storici brani come “Baradel”, “Torino che non è N.Y.”, “Al bar Elena”, “Generazione mia”, sono punteggiati da parentesi  rievocative di alcuni“classici”del Rock che le hanno ispirate (Elvis, Dylan,    Beatles, Stones) e da altre ispirazioni , romantiche, swing e folk, che arricchiscono i suoi brani più recenti, sempre intensi e originali.  

Suggestioni, racconti e confessioni di un compositore che non ha mai smesso di scrivere, ma che sconta ancora oggi il suo rifiuto del banale e le sue intuizioni contro corrente nel percorso della canzone italiana.

N.B. La performance dura dai 90 ai 120 minuti ed è normalmente accompagnata da uno o più  musicisti di. “Art Rock Torino”.

         

    

B –ENZO MAOLUCCI & ART ROCK TORINO

 

 “GLI ANNI CANTATI “( Session con vari musicisti  torinesi ospiti e testimonal)

E’ un percorso musicale che rappresenta gli ultimi 50anni in altrettante canzoni “evergreen”.

Tratta le origini e l’evoluzione del Rock attraverso i suoi “graffiti”, anche in dialogo con la   

canzone d’autore italiana. Un concerto punteggiato da riferimenti storici e di costume.

Uno spettacolo senza rimpianti e nostalgie, ricco di pathos e giochi di memorie che toccano anche brani di Maolucci insieme a quelli di famosi compagni di percorso (DeAndrè, Guccini,ecc.).

Una cascata di rievocazioni epocali ( da Elvis ai Beatles, da Dylan ai Rolling Stones) che pone

anche attenzione ai testi e ai loro significati nel quadro storico e sociale degli anni 50-60-70.

E’ la narrazione in musica di un’epoca mitica, che fatalmente diventerà “ERA”, ma che non è  ancora consegnata al passato. E’ la storia di una generazione bruciata, immaginifica e sempre viva.        

I protagonisti di questo concerto “open”(musicisti storici, ma anche giovani), condotto da Enzo Maolucci, sostengono il progetto “Art Rock Torino”: creare un sodalizio che unisca

interpreti con un buon passato o un buon futuro negli ambiti non restrittivi della musica in versi.

N.B. La performance può durare quanto si desidera (anche più di 3ore)   

    

             

C- “BEATLES IN CLASSICO” (Concerto per Pianoforte, Violoncello, Mezzosoprano , Rock vocalist e chitarra).

 

 

 E’ una rappresentazione che intende scavalcare ogni cronologia e linearità per scegliere una  ibridazione interessante e ambiziosa: la fusione di due generi con DNA incompatibile che appartengono a universi tra loro alieni (il Classico e il Rock).

Nell’ambiente comune della qualità e del piacere, questo esperimento di mutazione e accoppiamento rappresenta una missione di aiuto solidale alle due culture sostanzialmente in crisi per motivi diversi: il Classico necessita di spazi nuovi per  non relegarsi in una triste nicchia conservativa ed elitaria; il Rock ambisce a salvarsi dal suo decadimento creativo, attivato dal Pop commerciale e dalla memoria a breve termine dei “ Revival “che minacciano la sua evoluzione.

Questo connubio non è privo di precedenti anche illustri: l’orchestra filarmonica di Londra ha proposto in passato brani di Lennon-McCartney; il famoso soprano Cathy Berberian e  il compositore Luciano Berio si sono cimentati in estemporanei e caricaturali arrangiamenti barocchi dei “famosi quattro”. Tuttavia, nessun interprete classico ha mai tentato un vero incontro ravvicinato con l’altro genere, se non per qualche divertissement saltuario che ne ha invece accentuato la distanza; tutti troppo preoccupati della loro autonomia o del loro privilegio, dimostrando non stima, ma solo indulgenza nei confronti dei “profani”.

“Beatles in classico” tenta invece una vera e propria interfecondazione, cercando tra i cultori dei due generi uno scambio inedito di risorse patrimoniali.

 Nell’ambiente meditativo della musica da camera si svolge questa ricerca di “rapporto confidenziale”che, parafrasando un recente film di successo, sarebbe“Across the Beatles Universe”.

L’organico scelto è minimale ma non riduttivo; ovviamente il pianoforte come elemento condiviso (di ridondanza armonica completa ed essenziale), poi il violoncello (per far vibrare il corpo sonoro di passione) e infine le due voci opposte, dialoganti ma irriducibili nel loro carattere, come il polo positivo e quello negativo che si cercano e a volte si trovano ( un mezzosoprano e una voce d’epoca testimone di ricordi vivi anni ’60). Altri strumenti e interpreti intervengono opportunamente in omaggio alle composizioni e alle sonorità, in particolare la chitarra.

Il concerto mantiene il massimo rispetto per il tessuto melodico e le tonalità originali dei brani, affrontati  con esperienza e sapienza tecnica da concertisti classici di lungo corso, complici di reduci impenitenti “dell’altro mondo”(il Rock) per dare un contributo narrativo a questa nuova esplorazione di una leggenda musicale  fine 20°secolo non solo fatta di canzoni.

 Emerge anzitutto il libero divertimento, perchè è il piacere, più che il rigore musicale, che guida questo intrattenimento di due mondi e due pubblici apparentemente così distanti .

I musicisti sono stati capaci di tuffarsi coraggiosamente nel diverso, battendo la bandiera della disinvoltura e ammainando quella della certezza, dividendosi equamente la responsabilità per gli arrangiamenti e la scelta dei brani più fecondi e adatti all’esperimento.

I Beatles vengono qui vestiti in classico e il classico rende onore ai Beatles. Un tributo analogo all’investitura nobiliare che la Corona britannica ha voluto concedere a quattro ragazzi di Liverpool, nati poveri e incolti, che hanno saputo rivitalizzare la cultura, la musica e perfino l’economia del loro Paese. Le loro canzoni hanno contribuito a cambiare un poco anche  il mondo di tutti.

                                    Rock vocalist e narratore d’epoca: Enzo Maolucci

 

Il REPERTORIO: Brani di John Lennon , Paul McCartney e George Harrison composti tra il 1964 e il 1970

 

 

MARCO BONINO (Breve curriculum) – Collabora dal 2007 alle incisioni e ai concerti di E.M.

Cantante, compositore e chitarrista Rock torinese-

 Dal ’70 fa parte del celebre gruppo italiano “I Nuovi Angeli”- Si è esibito in Italia e all’estero insieme ad artisti americani e inglesi di fama internazionale come i mitici “Byrds”, David Bromberg, Mike Bloomfield- Ha suonato in studio e in concerto per Lucio Dalla e Ron - Ha composto brani per numerosi interpreti e gruppi di successo come Mal dei Primitives, “I Camaleonti”e “I Nuovi Angeli”- Nel ’99 è entrato nelle classifiche di vendita inglesi con il suo gruppo “The Blaze”- Attualmente affianca il lavoro di compositore a quello di produttore artistico  – Ha realizzato l’ultimo album di Enzo Maolucci musicandone anche due brani –  Raffinato ed esperto cultore del Rock primigenio, soprattutto dei Beatles, continua a tenere concerti con musicisti storici torinesi come Slep  in  tributo ai protagonisti del passato e alle loro “evergreen”.

 
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